SISTEMAZIONE ED INVENTARIO DEL MUSEO “FRANCESCO BARACCA”

Lugo di Romagna

 

Il nostro Comitato ha proceduto all’inventario, catalogazione e sistemazione degli oggetti nelle sale del Museo “Francesco Baracca”, aperto recentemente dopo anni di chiusura. Su questo Museo è in istampa una “guida” edita dalla Provincia di Ravenna, mentre altre 3 volumi di grande formato sono in preparazione per cura di Norino Cani e Gian Carlo Stella.     


Il Museo “Francesco Baracca”.

 

Al di là dell’uso corrente di molti militari, di ogni epoca, di conservare armi ed oggetti del nemico, probabilmente Francesco Baracca ideò di costituire una collezione organica di reperti dopo la visita del 9 aprile 1917 alla villa del Duca d’Aosta, comandante della 3a Armata, che trovò sistemata a museo.

Dopo l’abbattimento di un Albatros austriaco del 26 aprile, scrivendo alla madre il giorno seguente le annuncia di aver “… preso … il timone e molti strumenti di precisione”. Dalle sue lettere precedenti e successive, lo troviamo attento a segnalare pistole, mitragliatrici, parti di aereo, etc.

Il materiale giunto a Lugo portato da lui stesso, o fatto pervenire per interposta persona, più altro successivamente donato da compagni di volo od altre personalità, venne in massima parte ordinato ed esposto nella Rocca di Lugo, dove rimase sino a che venne chiuso per riaprire, trasferito, nel Palazzo dei Baracca, nella omonima via.

Molto materiale da tempo era immagazzinato a cura del Comune della città, altro ancora depositato nella Biblioteca comunale Trisi, ed altro ancora in deposito nello stesso palazzo, sino a che tutto è stato riordinato, pulito ed inventariato in vista della definitiva sistemazione del Museo inaugurato nel giugno 2001.


Cenni sulla vita di Francesco Baracca.

 

Francesco Baracca nacque a San Potito, paesino nei dintorni di Lugo di Romagna, il 9 maggio 1888 da Enrico, ricco possidente terriero, e da Paolina dei conti Biancoli.

A 19 anni, nel 1907, entra all’Accademia Miliare di Modena da dove, nell’autunno del 1909, viene trasferito alla Scuola di Applicazione di Cavalleria a Pinerolo (Torino) col grado di Sottotenente.

Il 7 luglio 1910 viene destinato al 1° Squadrone “Piemonte Reale” distaccato a Terni, dove giunge il 28 luglio, per poi prestare servizio a Roma.

Il 1° maggio 1912 è a Reims (Francia) per seguire un corso di pilotaggio come “allievo pilota aviatore”.

Il 4 maggio 1912 esegue il primo volo con passeggero su un “Henriot” ed ottiene al termine del corso il brevetto di pilota (non militare) di aeroplano.

Tornato in Italia, Baracca è in organico al “Battaglione aviatori” del reparto “Aviazione Militare” della Brigata Specialisti del Genio, ufficialmente costituitosi a Torino il 1° luglio 1912.

Il 9 luglio 1912 ottiene un secondo brevetto da pilota. La sua qualifica è “aaN”, ovvero “aspirante allievo Neuport”, inquadrato nella 1a compagnia al campo scuola di Somma Lombardo. Vola sul nuovo aeroplano Neuport, velivolo francese biplano, biposto, la sera del 30 luglio 1912.

L’8 settembre 1912 viene nominato tenente, ed esegue il primo volo notturno lunedì 24 novembre 1912, alle 22.

Viene brevettato pilota militare “su apparecchio Neuport” con decreto ministeriale N. 4756 del 3 gennaio 1913.

Pochi giorni prima dell’entrata dell’Italia in guerra, Baracca viene inviato a Parigi (dove giunge il 23 maggio 1915) per impratichirsi dei nuovi aeroplani Neuport da caccia, biplano, col quale vola la prima volta il 4 luglio 1915.

Alla fine di luglio 1915 Baracca è nuovamente in Italia, in organico alla “1a squadriglia da caccia” per la difesa di Udine.

Il 6 settembre 1915  ha  il  primo  contatto aereo con un velivolo austriaco.

Dopo la prima vittoria aerea, contro un Brandeburg, il 7 aprile 1916, fa disegnare sul suo Neuport il cavallino rampante, tratto dallo stemma del suo reggimento “Piemonte Reale”.

La 1a Squadriglia caccia dall’aprile del 1916 diventa la 70a squadriglia Aeroplani”.

Nel maggio del 1917 fa parte della 91a Squadriglia (costituitasi il 12 maggio 1917 a Santa Caterina di Udine, con 53 uomini di truppa, 4 apparecchi SPAD, 3 Neuport, 3 autovetture, tre motociclette e materiale vario).

Dopo la ritirata di Caporetto il 91a si trasferisce da Santa Caterina di Udine a Padova.

Quel 19 giugno 1918, “il Maggiore Baracca, partito alle ore 18,15 in volo di crociera e mitragliamento, non fa ritorno al campo; si ritiene colpito da mitragliatrice a terra e precipitava in fiamme sul versante del Montello oltre le nostre linee”, così nella relazione ufficiale.

Una testimonianza attendibile, molto tarda, riferisce che ad abbatterlo col suo SPAD XIII sia stato l’aereo austriaco Phonix-121, o da parte del pilota, il sergente Max Kauer, o dall’osservatore, il tenente Arnold Barwig, il quale ultimo scattò pure una fotografia dell’aereo in fiamme.

Il corpo di Baracca venne rinvenuto, dopo la ripresa dell’avanzata italiana, distante diversi metri dall’aereo. Aveva 30 anni.

Pietro Compagnoni all’interno del Museo Baracca.


Norino Cani e Gian Carlo Stella con la medaglia d’Oro.

 

Bruno Stella (figlio del coordinatore responsabile dell’Agmen Quadratum) con la Spada d’onore offerta dal comune di Lugo a Francesco Baracca nel 1917.