Aereo di Megliadino San Fidenzio (Padova) Italia.

Pilota: Tenente Bruno Cartosio.

Velivolo Macchi 205 “Veltro”

Abbattuto il 14 Maggio 1944.

Recupero del 27 Ottobre 2001.

 

OPERAZIONE CARTOSIO.

… Bologna 24 aprile 2001. Con mio fratello Paolo e l’amico Michele siamo partiti  presto per una fiera di militaria che si svolgeva  a Bologna. La curiosità era tanta poichè finalmente avremmo avuto la possibilità di conoscere le persone del gruppo Agmen Quadratum, che in uno stand esponevano i resti del Macchi di Rolando Garavaldi. Le cose da chiedere erano molte, soprattutto notizie del pilota Bruno Cartosio,  che ci permettessero di ricostruirne la storia e di individuare il punto di caduta del suo Macchi 205v, di cui da tempo eravamo interessati. Ci presentammo a Stella, presidente del gruppo, al quale esponemmo i fatti e le nostre speranze di un eventuale recupero. Purtroppo anche le sue indicazioni, come quelle di Gorrini (pure presente), non chiarirono i nostri dubbi, né arricchirono di ulteriori notizie la nostra ricerca. Ma Stella ci esortò a proseguire, dando la disponibilità del suo gruppo per un’eventuale prospezione e successivo scavo …

… Riuscimmo quest’anno 2001, attraverso un amico appassionato di aerei, avere notizie di articoli apparsi sul nostro quotidiano, “L’Arena”, relativi a fatti bellici accaduti a fine guerra sul nostro territorio, dove si parlava anche di un pilota di Cadidavid. Reperiti gli articoli, contatti telefonicamente la sera stessa il giornalista autore degli stessi, sig. Cantù, e con il suo aiuto riuscii a localizzare nel territorio di Megliadino S. Fidenzio il luogo di caduta del Macchi di Cartosio. Così iniziarono le nostre ricerche che ci hanno portato, con l’aiuto di testimonianze degli abitanti del paese e soprattutto di quella bambina ormai settantenne, nel podere del sig. Felice Zilio. Da quest’ultimo e dal figlio Filippo ottenemmo la massima disponibilità e collaborazione, ma purtroppo il campo era coltivato a granturco e bisognò attendere fino ad ottobre.

Il giorno della rilevazione.

Dopo un fitto scambio di e-mail con Stella, presidente dell’Agmen Quadratum, ci trovammo tutti a Montagnana, località nei pressi a Medaglino San Fidenzio, e da qui partimmo verso il podere del sig. Felice Zilio che, col figlio Filippo, era emozionato come del resto tutti noi. Iniziammo la ricerca con un piccolo metal detector, per individuare piccoli frammenti, poi con l’antenna quadrata. Il tecnico Agmen Lanconelli camminò avanti e indietro sul terreno, e finalmente il suono penetrante dello strumento ci fece sussultare. Ci siamo! Una massa metallica a circa 6 metri di profondità era stata individuata, ed altri frammenti si trovarono in superficie, tra cui un iniettore del motore Daimler Benz 605. Le premesse c’erano tutte, e dopo una breve consultazione si decise per lo scavo. Ora la parte tecnica lasciò il posto a quella burocratica ed organizzativa: bisognava ottenere i permessi, reperire lo scavatore e pianificare la giornata. L’aiuto d’Agmen Quadratum divenne indispensabile.

Il giorno dello scavo.

Megliadino S. Fidenzio località Bosco Alto. Finalmente giunse il gran giorno solo oggi potevamo sapere la verità sugli ultimi istanti di volo di Cartosio, di quella domenica 14 maggio 1944. Erano appena passate le 8 e già una parte degli amici di Fusignano si stavano preparando per la ricerca; lo scavatore sul rimorchio giungeva assieme ai primi curiosi, ai Carabinieri ed alla polizia municipale.

Gabriella Cartosio a colloquio con Caporali, Reggiani e Vandelli.

 

Alle otto e trenta si iniziò lo scavo. La pala ad un metro e mezzo circa di profondità riportò alla luce i primi frammenti dell’aereo: fili, pezzi d’alluminio, tubi, raccordi e la copertura di gomma del serbatoio centrale. L’odore della benzina era fortissimo. La ruspa scavò ancora ed intorno ai cinque metri trovò uno spesso strato d’argilla grigia che rese difficoltoso estrarre i mille frammenti dell’aereo che sembra essersi disintegrato nell’impatto con il suolo. Improvvisamente da una parete dello scavo spuntò quello che sembrava un tubo arrugginito: la mitragliera Breda Safat da 20 mm. dell’ala. L’emozione era fortissima. L’arma venne subito pulita alla meglio, esaminata e successivamente, purtroppo, sequestrata momentaneamente dai Carabinieri competenti per il territorio.  Il tecnico Lanconelli scese con il metal detector in fondo allo scavo, ma i segnali non erano confortanti. Vennero rilevate solo altri piccoli frammenti, mentre una falda d’acqua iniziò a riempire la profonda fossa. Vidi Vandelli scuotere la testa ed interrogarsi dove erano finite le strutture portanti dell’aereo, ovvero quelle che solitamente resistono a fortissime sollecitazioni, come il motore ed il seggiolino corazzato.

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Lanconelli “scende” nello scavo.

Lanconelli e Vandelli studiano lo scavo.

Lo scavo proseguì per la tenacia dell’operatore, che non si arrese, nonostante la  fatica di otto ore di lavoro. Riprovò a sondare il terreno in punti diversi, ma con esiti scarsi; solo frammenti. Ormai era quasi sera e decidemmo di fermarci e richiudere lo scavo

L’aereo di Cartosio, si accertò dalle tracce dei resti, si disintegrò letteralmente al suolo, quasi rovesciato. Infatti vennero trovare a poca profondità frammenti della radio e di elementi della cabina di pilotaggio.

Sommaria pulizia del cannoncino, eseguita da Athos Bertarelli e Antonio Vandelli.

L’acqua inizia ad invadere lo scavo.

Complessivamente l’esito fu comunque positivo; parecchi chili di materiale vennero recuperati con il cannoncino, ed era tutto quello che rimaneva di quell’impatto. Speravamo ardentemente di trovare almeno parte della cabina e del motore … Lanconelli, battendomi sulla spalla, mi disse: “è andata così…”. Ok!

Addio Cartosio; sappiamo che in ogni modo ti sei battuto (lo confermano i numerosi bossoli sparati che abbiamo ritrovato). Grazie alla signora Gabriella Cartosio, figlia del pilota, che ha assistito commossa allo scavo. Grazie anche alla famiglia Zilio per la gran disponibilità, a tutto il gruppo Agmen Quadratum ed al suo presidente Stella ed infine a tutte quelle persone non elencate che con il loro contributo hanno reso possibile questa indimenticabile giornata.

Mirco Caporali.

 

 

 

Antonio Vandelli e Enzo Lanconelli si consultano.

 

 

Alcuni partecipanti allo scavo di Cartosio.

Da sinistra in alto: Paolo Bertoli, Antonio Vandelli, Mirco Caporali, Enrico Paolini, Paolo Caporali, Athos Bertarelli.

A terra: Felice Zilio, Andrea Guardigli, Fabrizio Raccagni, Michele Terragnoli, Davide Saporetti, Guido Pasquali, Enzo Lanconelli.

Parteciparono inoltre Alessandro Testoni, Daniele Reggiani e Gian Carlo Stella (dietro la macchina fotografica).