Aereo presso Parma, Italia.

Pilota tedesco al momento sconosciuto.

Abbattuto nell’estate 1944.

Recupero del 6 Luglio 2002.

Velivolo Messerschmitt 109E o F.

 

RELAZIONE SOMMARIA SUL RICUPERO DEL 6 LUGLIO 2002

 

Grande attesa nella prima mattinata del 6 luglio. Luogo dell’appuntamento: il piazzale del Centro Commerciale Due Torri di Parma. Giungono via via: Stefano Ferrari da Fidenza, i fratelli Mirco e Paolo Caporali da Vicenza; Paolo Bertoli da Parma, Alessandro Testoni da Bologna, Giorgio Sambo da Castel San Pietro, Enzo Lanconelli da Ravenna con Andrea Guardagli, Fabrizio Raccagni e Paolo Cani da Solarolo, Ivano Melandri da Alfonsine, e poi Norino Cani e Gian Carlo Stella da Fusignano. Con loro altre persone come “visitatori”  ed amici. Giunti sul posto, le operazioni di ricupero iniziarono subito per il ricupero dei resti di un velivolo tedesco che si diceva fosse un Foke Wulfe od uno Stuka, abbattuto nella campagne parmensi nell’estate del 1944. I rilevamenti scientifici erano stai condotti nella primavera di quest’anno da Lanconelli, Vandelli e Stella. Lo scavo ha portato alla luce non molti resti del velivolo, dai quali si è potuto accertare sul momento che montava un motore Daimler Benz. Esami successivi hanno portato alla scoperta che il velivolo era inequivocabilmente un Messerschmitt 109 E oppure F, secondo le indagini svolte dal tecnico Antonio Vandelli. Gli accertamenti continuano, in specie sul versante storico per stabilirne la cornice e l’identità del pilota tedesco che morì nell’abbattimento.

 

Enzo Lanconelli, di schiena Ivano Melandri e a destra Andrea Guardagli.

Da sinistra Stefano Ferrari, Paolo Bertoli e William Reggiani, il testimone dell’abbattimento.

: Da sinistra Norino Cani, Giorgio Sambo e di spalle Enzo Lanconelli.

Da sinistra: Testoni, Bertoli, Lanconelli, Guardagli, Caporali, Melandri e Caporali.

Durante lo scavo.

Un breve consulto.

Una sommaria pulizia dei pezzi.

Uno dei fratelli Caporali con i primi reperti ritrovati.

Si osserva la ruspa che scava

I fratelli Caporali durante lo scavo.

Giorgio Sambo ed Alessandro Testoni alla pulizia di un reperto.

 

Nel gruppo si riconoscono: I fratelli Caporali, Alessandro Testoni, Fabrizio Raccagni, Paolo Cani, Andrea Guardagli, Enzo Lanconelli e Ivano Melandri. L’uomo con la cagnetta è il proprietario del terreno.