Aereo presso Borella ( Forlì – Cesena )

Equipaggio: Pilota G. Rismann con altri 3 membri

Caduto l’8 agosto 1944

Recupero del 5 febbraio 2005

Velivolo Ju 188 F-1

 

 

RITROVATO LO JU 188 F-1 CADUTO L’8 AGOSTO 1944.

 

Era caduto la notte dell’8 agosto del 1944 quel grosso velivolo che aveva continuato a bruciare e che aveva cosparso il terreno circostante di una miriade di frammenti. Morti tutti i 4 membri dell’equipaggio.

Ma non era un aereo normale, un classico caccia o bombardiere, bensì uno Ju 188 F-1, ovvero un aereo tedesco specializzato nel volo notturno e dotato di radar, tecnologia preziosa tanto che gli inglesi, una volta padroni della zona di Borella - zona di caduta dell’aereo -, ne tentarono il recupero.

Nel corso del conflitto, di questo tipo di aerei ne caddero soltanto due in Italia.

Si chiamava G. Rismann il pilota tedesco dell’aereo che la notte dell’8 agosto 1944, mentre svolgeva la missione segreta di rilevamento radar oltre le linee Alleate, venne intercettato ed abbattuto da un caccia Beaufighters del 255°  Squadrone della Royal Air Force.

Rismann, partito da Bergamo con altri 3 membri di equipaggio, era alla guida di un aereo caccia bombardiere JU 188 F-1, della 122 Aufkl. Gr., come simbolo di squadriglia aveva un gufo dai grandi occhi gialli.

Nell’immediato dopoguerra, i resti “meno interessanti” di quell’aereo vennero prelevati da demolitori di Gambettola e i decenni che seguirono contribuirono a seppellire anche nella memoria quell’abbattimento. Pochi in paese ricordavano quell’8 agosto del 1944,  spesso confondendo anche la nazionalità dei piloti deceduti, che alcuni ritenevano inglesi.  

Per tentare di far luce sulla questione che appariva un poco misteriosa e individuare il luogo esatto dell’impatto, si è mossa il Comitato Storico “Agmen Quadratum” di Fusignano (Ravenna), unico riferimento nazionale per questo genere di ricerche storiche e soprattutto per i recuperi sinora effettuati, che ad oggi assommano a ben 12.

La loro caparbietà e competenza li ha portati a ricostruire quella giornata del 1944 e ad identificare il punto esatto di caduta. Grazie poi alla piena disponibilità del proprietario del terreno, signor Giorgini, ed alla squisitezza incontrata alla Compagnia Carabinieri di Cesenatico, in specie nella persona del maresciallo maggiore Bertini, oggi, 5 febbraio 2004, l’Associazione “Agmen Quadratum” ha potuto procedere allo scavo di verifica.

Alle ore 8,50 la scavatrice ha iniziato il suo lavoro, facilitato dalla natura sabbiosa del terreno,  e già alla profondità di circa un metro sono emersi i primi frammenti di metallo. A circa 2 metri la porzione di terreno interessata dalla benna mostrava un colore quasi nero, macchiato dall’incendio che era continuato per ore, e molti rottami.

Sono riemersi parti elettriche, generatori di corrente, alternatori; parti del motore stellare (cilindri, punteria, bilanciere),

Vedi video

parti della struttura del carrello, parti dell’ala, parti del longarone, frammenti della struttura anteriore della cabina (plexiglas), un bossolo di alluminio per pistola lanciarazzi, un frammento di giubbotto di salvataggio, ecc.

Lo scavo si è arrestato verso le ore 11, quando il terreno si ripresentava vergine, segnale per richiudere la piccola voragine e terminare il lavoro di ricerca. Tutto il materiale recuperato verrà pulito, esaminato e poi esposto presso il Museo “Memoriale della Libertà” di Ansaloni a Bologna San Lazzaro, dove il Comitato ha a disposizione uno spazio espositivo permanente.

Gian Carlo STELLA

 

Ore 8:45. Lo scavatore inizia il lavoro.

Le prime tracce mentre si scende in profondità.

Continuano le tracce.

Il terreno bruciato. Sporgono fili elettrici.

Cavi elettrici vengono alla luce.

Si osserva lo scavo.

 

 

 

Un momento dello scavo.

Tra i frammenti si nota una bombola. (In basso).

Targhetta tedesca.

Targhetta tedesca.

Parte di un pannello strumentale.

 

 

Frammenti vari.

Un pistone ancora incamiciato.

Consulto dentro la piccola voragine.

Partecipanti lo scavo.