Aereo presso Minerbio-Bentivoglio ( BO )

Pilota Ltn. Cecil Boyd

1° Squadron South Africa Air Force

Colpito il 23 gennaio 1945

Recupero il 6 agosto 2005

Velivolo Spitfire IX N. matricola MH711

 

RITROVATO UN AEREO MILITARE INGLESE TIPO “SPITFIRE”

 

Verso le ore 13 di questo pomeriggio si sono concluse le operazioni per il recupero di un aereo militare inglese tipo “Spitfire”, abbattuto nel corso del secondo conflitto mondiale presso Minerbio-Bentivoglio.

La probabile presenza in loco dei resti dell’aereo era stato segnalata dal sig. Roberto Mei al Comitato Storico “Agmen Quadratum” di Fusignano, che ha provveduto ad effettuare alcuni rilievi con potente strumentazione scientifica.

I segnali emessi facevano presupporre la presenza di metallo ad una profondità non ben definita (tra 1 e 10 metri), ma cosa in effetti fosse rimasto di quel velivolo non era chiaro, poiché nei giorni successivi all’impatto l’aereo era stato in parte recuperato, tranne – si diceva - il motore.

Il velivolo, secondo la testimonianza dei parenti del sig. Mei, che abitavano quel campo, era stato centrato nell’inverno del 1944 dalle batterie tedesche poste nella vicina località di San Giorgio, ed il pilota deceduto (dai documenti rinvenuti all’epoca si diceva inglese, sposato e con due figli)

Sulla base di queste informazioni, scientifiche ed orali, oggi alle 7,50 sono quindi iniziati i lavori di recupero, utilizzando un grosso scavatore.

Dopo 15 minuti, ad una profondità di circa un metro, appariva nel terreno la classica macchia azzurra tipica dei luoghi impregnati di olio e di carburante.

Dopo circa un’ora un forte odore di benzina si spandeva nella zona, ed iniziavano ad apparire alcuni legni, travature e puntelli, struttura servita all’epoca per lo scavo manuale di recupero.

Ad una profondità di circa 5 metri veniva alla luce una grande massa di lamiere, tutte perfette nello stato di consrevazione del metallo e dei colori, e poi il turbocompressore, l’abitacolo dello “Spitfire”, il seggiolino del pilota con le sue imbragature, il cruscotto, la coccarda con i colori nazionali della “Royal Air Force”, i travi alari e la stessa cofanatura del motore, mentre la buca prodotta dello scavo iniziava a riempiersi di acqua.

Completamente assente il motore Rolls-Royce Merlin o parte di esso, che veniva recuperato, integro e completo di tutte le sue parti, in uno stato ottimo di conservazione, ancora grondante di olio, solo verso le ore 11 ed alla profondità di  circa 8 metri.

Verso le 12 lo scavo tendeva a rallentare per la difficoltà di proseguire, causa i continui smottamenti di terreno provocati dalle infiltrazioni di acqua, che avevano trasformato la voragine in un vero lago.

Non molta gente ha assistito al recupero, non essendo stata fatto alcuna pubblicità. Quasi al completo gli uomini di “Agmen Quadratum”, con il coordinatore responsabile Gian Carlo Stella.  Presenti Enzo Lanconelli, Andrea Guardigli, Paolo Cani, Marco Riccioni, Bruno Stella,  Antonio Vandelli, Franco Franchini, Norino Cani, Giovanni Fontanesi e Walter Selmi.

Il materiale trovato oggi,  esaminato, pulito e restaurato, sarà esposto il prossimo mese di settembre nel Museo Memoriale della Libertà di Ansaloni a San Lazzaro, dove “Agmen Quadratum” ha una struttura  espositiva dedicata ai propri recuperi aeronautici.

Con gli elementi raccolti inizieranno anche le ricerche per identificare il caduto inglese e ricostruire quella drammatica cornice storica. Contatti informativi erano già avvenuti, per un altro aereo inglese ritrovato, tra “Agmen Quadratum” e l’Ufficio Storico della “Royal Air Force” britannica.

Gian Carlo Stella

 

L’inizio dello scavo.

Una parte delle lamiere.

Materiale elettrico.

Parti dell’aereo mischiati con fango.

L’imbragatura del pilota.

Una targhetta.

Lo scavo verso le ore 10.

La lunghezza dello scavo.

La profondità dello scavo

Il nome Rolls Royce del motore.

Il motore appena lavato.

Una targhetta.

Strumentazione.

Il polmone per l’ossigeno.

Particolare del motore.

Una targhetta.

Quadro elettrico.

Groviglio di fili e lamiere.